Come e quando redigere il DVR documento di valutazione dei rischi

Pubblicato: 6 febbraio 2016 in Business
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aggiornare-compilare-dvrSappiamo tutti che il DVR è il documento di valutazione dei rischi, uno strumento necessario quanto utile per mettere in sicurezza i luoghi di lavoro. E’ risaputo anche che il compito di redigere il DVR spetta al datore di lavoro, che ovviamente può servirsi della consulenza del RSPP (Responsabile del servizio di prevenzione e protezione) che può, a sua volta essere un dipendente interno oppure un professionista esterno (si parla in questo caso di Rspp esterno).Quello che invece la normativa in vigore non chiarisce esplicitamente è invece il contenuto del DVR, cioè cosa deve contenere e come in sostanza va compilato il documento necessario per fare una valutazione precisa dei rischi presenti sui luoghi di lavoro. Altri dubbi sono stati sollevati anche sul quando presentare il DVR, cioè sui tempi di presentazione necessari e previsti dalla legge.

Quest’ultimo caso si è sollevato in virtù di recenti modifiche alla legge preesistente. Nello specifico in attuazione di una Direttiva comunitaria che imponeva all’Italia di regolamentare meglio la materia, sono state introdotte nuove disposizioni del dvr e dei termini di presentazione dello stesso.

Le nuove disposizioni del dvr lasciano invariate i termini di 90 giorni dalla costituzione o dall’avvio di una nuova unità produttiva per presentare il DVR, e di 30 giorni dalle modifiche per le società già in possesso ma obbligate alla revisione (aggiornamento del dvr). Ma in aggiunta alla precedente versione della legge, le nuove disposizioni stabiliscono (in accoglimento delle direttive europee) che :

  1. il datore è obbligato a presentare subito (in concomitanza con l’avvio delle attività) “idonea documentazione” di una valutazione dei rischi preliminare
  2. il datore è obbligato a dare immediata evidenza dell’aggiornamento delle misure di prevenzione

Dunque le nuove disposizioni in materia lasciano inalterati i termini di presentazione e aggiornamento del DVR, ma introducono l’obbligo in capo al Datore di lavoro di presentare una “idonea documentazione” in sostituzione dello stesso, della quale dovrà prenderne visione il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Queste disposizioni si applicano alle aziende che sono obbligate a presentare il documento di valutazione dei rischi (DVR) e non si applicano quindi a quelle aziende esonerate, che devono invece redigere un più semplice e snello Documento di certificazione dei rischi standardizzato.

A margine di questo breve articolo si ricorda che il DVR non e’ sufficiente a garantire l’incolumità dei lavoratori e quindi non e’ sufficiente a sollevare il datore di lavoro (o chi per lui) dalle responsabilità previste dalla legge. Non e sufficiente a garantire la sicurezza in azienda il dvr.

A tal proposito una recente sentenza della Corte di Cassazione ha riconosciuto come in aggiunta alla valutazione dei rischi si richiede in modo obbligatorio anche la corretta e completa informazione ai lavoratori. La Corte ha riconosciuto come la corretta informazione, non solo sulle procedure di sicurezza da adottare, ma anche sui motivi e sulle ragioni che le rendono necessarie, sia una condizione imprescindibile la sicurezza sul lavoro.

Ma per questa ultima analisi del rapporto tra DVR e incidenti sul lavoro si rimanda ad un articolo completo e dettagliato che potrete trovare al seguente link.

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