Nomi e foto dei 47 arrestati a Reggio Calabria nell’operazione Araba Fenice

Pubblicato: 6 novembre 2013 in Calabria
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Sono in tutto 64 i nomi delle persone coinvolte nelle indagini della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, 47 destinatarie di provvedimenti restrittivi di cui 29 in carcere

E’ partita alle prime luci dell’alba l’operazione chiamata in codice Araba Fenice contro le cosche della ndrangheta reggina e che ha portato all’arresto di 47 presunti affiliati delle maggiori famiglie ndranghetiste della città. La Procura antimafia di Reggio Calabria che ha coordinato le attività investigative dell’inchiesta Araba Fenice è convinta di aver sradicato un gruppo criminale, partecipato dalle maggiori famiglie di ndrangheta, dedito al totale e pieno controllo dell’edilizia privata a Reggio Calabria. Tra i nomi delle persone arrestate nell’operazione Araba Fenice molti imprenditori, professionisti, colletti bianchi e affiliati alle cosche. Con il predetto provvedimento cautelare, emesso dal GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria, le Fiamme Gialle hanno proceduto nei confronti di un “gruppo criminale misto“, composto dalla compartecipazione economica di diverse cosche reggine di ndrangheta (FICARA-LATELLA, ROSMINI, FONTANA SARACENO, FICAREDDI, CONDELLO, NICOLO’-SERRAINO) dedito, in particolare, alla realizzazione e gestione di opere di edilizia privata, nonché responsabile dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, intestazione fittizia di beni, abusivo esercizio dell’attività finanziaria, utilizzo ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, favoreggiamento, peculato, corruzione, illecita concorrenza ed estorsione, tutti aggravati dalle modalità mafiose.

Le ordinanze di Araba Fenice colpiscono quasi tutte le principali cosche reggine, tra i nomi degli arrestati quello dei “FONTANA –SARACENO”, egemoni nella parte Nord della città, ai “FICARA – LATELLA”, predominanti nella parte Sud, passando dai CONDELLO del quartiere di Archi ai “SERRAINO – ROSMINI – NICOLÒ” e LO GIUDICE ed AUDINO, operanti nel centro cittadino. E tra i nomi dei 47 arrestati figurano in gran parte esponenti delle famiglie malavitose di Reggio. Le indagini hanno disvelato uno stretto legame tra la famiglia di imprenditori edili reggini, i CALABRÒ, nei cui confronti era inizialmente stata avviata l’attività investigativa, e ROCCO MUSOLINO, a seguito dell’interesse manifestato dalla famiglia CALABRÒ ad edificare un imponente complesso edilizio su un terreno di proprietà del predetto MUSOLINO Rocco, ricadente nel quartiere reggino di Ravagnese, territorio della cosca “LATELLA – FICARA”. Tale terreno è stato concesso dal MUSOLINO in permuta con la contropartita del 24% degli immobili realizzati.

Per il buon esito dell’affare nella zona di influenza di altra cosca, comunque, CALABRÒ Giacomo Santo e il figlio Antonino, titolari della società “EDILSUD S.n.c. di CALABRÒ Francesco & C.”, si sono consapevolmente serviti,per la fornitura di materiale ovvero per l’esecuzione di lavori edili,di “determinati” soggetti economici,risultati essere tutti legati alle varie cosche reggine operanti in città. Il tutto sulla base di un preciso ruolo all’interno di un comune e composito disegno criminoso, teso alla spartizione, a tavolino di tutti i lavori di edilizia, affinché ogni famiglia di ‘ndrangheta beneficiasse della “propria parte di competenza”, consistente in sostanziose “entrate economiche”, non altrimenti conseguibili.

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