Inchiesta Dda di Catanzaro, l’occhio della massoneria sugli enti pubblici

Pubblicato: 31 ottobre 2012 in Calabria
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Clamorose rivelazioni nell’inchiesta della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro che sta indagando su intrecci tra la ndrangheta e le logge massoniche nella spartizione del potere. Secondo il sostituto Pier Paolo Bruni la loggia creata da Paolo Coraci voleva controllare le Questure.

Emergono particolari inquietanti nell’inchiesta sui rapporti tra la ndrangheta calabrese e le logge massoniche italiane, condotta dalla Procura antimafia di Catanzaro e che vede al centro la loggia massonica fondata da Paolo Coraci. La loggia massonica fondata da Paolo Coraci, originario di Messina e residente a Roma, aveva indicato un nome per i consigli d’amministrazione di 15 enti pubblici. Agli atti dell’inchiesta c’è un elenco di 15 enti nazionali, tra cui Finmeccanica e Poste Italiane. Il procuratore Bruni ritiene che la loggia massonica fondata da Coraci intendeva introdurre nel 2010 persone ‘gradite’ nei consigli di amministrazione. Paolo Coraci è attualmente indagato nell’inchiesta della Dda di Catanzaro condotta dal sostituto procuratore Pierpaolo Bruni.

Nelle settimane scorse è stata effettuata anche una perquisizione nei confronti di Coraci e di altre nove persone, tutte indagate nell’inchiesta sui presunti intrecci tra massoneria e la cosca della ndrangheta dei Mancuso. La cosca, secondo l’ipotesi accusatoria, aveva interesse, attraverso i rapporti con Coraci, ad accaparrarsi appalti in Veneto, Lombardia e Lazio. Allo stesso tempo, sempre secondo la Dda di Catanzaro, la loggia massonica fondata da Coraci aveva interesse a creare un intricato sistema di potere che portava anche alla nomina di consiglieri d’amministrazione in enti pubblici. Su quest’ultima vicenda si sta concentrando l’attenzione degli inquirenti, che stanno proseguendo le indagini a ritmo serrato. A Coraci sarebbero giunti una serie di curricula di persone indicate dagli esponenti della loggia o da componenti della stessa massoneria. I curricula veniva poi valutati e successivamente, attraverso una serie di intrecci, si procedeva ad indicare coloro che dovevano entrare nei consigli di amministrazione. Il meccanismo è stato al centro dell’interrogatorio di Coraci, che è stato sentito nei giorni scorsi, per oltre sette ore, dal sostituto procuratore Bruni. Coraci, nel 2010, oltre ad avere fondato la loggia ha creato anche un movimento che si chiama ‘Liberi e Forti’ attraverso il quale, secondo gli inquirenti, avrebbe stretto rapporti con politici e personaggi delle istituzioni tramite i quali cercava di poter raggiungere gli obiettivi che si prefissava il gruppo massonico. Dalle indagini condotte dal sostituto Pierpaolo Bruni sui presunti intrecci ndrangheta-massoneria spuntano anche tre Questure ‘attenzionate’ dalle logge massoniche che avrebbe deciso anche la nomina dei relativi questori. Tre Questure sarebbero state elevate al livello di dirigenza generale attraverso un intreccio di interessi tra la loggia massonica fondata da Paolo Coraci, un sacerdote ed esponenti politici. Il particolare è emerso nel corso delle indagini della Dda di Catanzaro sugli intrecci tra massoneria e la cosca della ndrangheta dei Mancuso. Leggi la Notizia : La massoneria di Paolo Coraci

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