Soppressione Province, a Crotone la politica scende in campo

Pubblicato: 3 luglio 2012 in Crotone
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Mai come ora si era vista una compatta azione di tutte le forze politiche nel tentativo di scongiurare la paventata soppressione dell’ente territoriale.

Dopo un Consiglio comunale allargato ai consiglieri provinciali e regionali del crotonese, dopo il corteo dei sindaci, arriva una esplicita richiesta di aiuto a tutti i sindaci delle città capoluogo e presidenti delle rispettive Province inoltrata a mezzo lettera dal sindaco di Crotone Peppino Vallone e dal presidente della Provincia, Stano Zurlo. Nella missiva i massimi rappresentanti politici del Crotonese chiedono una riunione urgente da tenersi il 4 luglio nella sede romana dell’Upi per decidere le modalità della protesta e del muro istituzionale da ergere contro i tagli paventati dal governo. «Il clima già di per sé pesante – si legge nella lettera firmata da Zurlo e Vallone – costruito attraverso una campagna mediatica attorno ad enti che svolgono da anni importanti azioni di raccordo tra i comuni del territorio di competenza è reso ancora più intorpidito dall’incertezza che regna intorno alle modalità di questi paventati tagli. Tagli che andrebbero a colpire enti rappresentativi di volontà popolare con grave nocumento per le popolazioni amministrate in termini di sicurezza, economia, servizi sottolineando, solo per fare un esempio, quali conseguenze potrebbero riverberarsi su territori dove nel breve volgere di pochi mesi potrebbero scomparire tutti insieme oltre che l’ente Provincia, prefetture, questure, camere di commercio, etc.». All’unisono arriva il niet di tutti i partiti del Crotonese, grandi e piccoli,  alla possibile soppressione delle piccole Province. Il Pdl per voce della senatrice Dorina Bianchi assicura il massimo impegno per scongiurare la chiusura dell’ente intermedio e dell’aeroporto Sant’Anna. Su queste emergenze è stato fatto il punto in mattinata nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso la sede provinciale del partito cui hanno preso parte la senatrice Dorina Bianchi, il consigliere regionale Salvatore Pacenza, il coordinatore provinciale Umberto Lorecchio, il capogruppo in Consiglio comunale Vincenzo Camposano, il coordinatore cittadino Emilio Trocino e il rappresentante dei giovani Fabrizio Zurlo. La senatrice Bianchi ha quindi sottolineato che: «Si comprende la giustezza del taglio agli sprechi, ma la parte del decreto che interessa l’accorpamento delle Province dovrà essere modificata qualora questa non risponda a logiche che tutelino l’autonomia e la stabilità di un territorio come la provincia di Crotone». A tale proposito si fa strada l’ipotesi, ardua da applicare, di una rimodulazione dei confini e delle superfici di tutte le 5 province calabresi, rimodulazione che a norma dell’articolo 133 della Costituzione spetta alla Regione Calabria e che potrebbe evitare la cancellazione delle troppo piccole Vibo Valentia e Crotone. Anche il PD crotonese si dice contrario alla soppressione delle piccole province. «Non sarà certo il taglio di qualche provincia a sanare la situazione italiana – si legge nella nota della segreteria provinciale – soprattutto se si considera che eliminare le province non significa cancellare con un colpo di spugna solo e unicamente i compensi degli amministratori, ma significa soprattutto tagliare servizi e opportunità per i cittadini, aumentare i loro disagi e accrescere il distacco tra cittadini e istituzioni». E’ però la vicepresidente della giunta regionale, Antonella Stasi, a sottolineare in una nota la vera e insopportabile beffa che il governo sta preparando, cioè la soppressione delle piccole province per mantenere le grosse. «110 sono le Province in Italia – scrive la Stasi – abolirle e di colpo con un’accetta solo una piccola parte, si prefigura come un’operazione di facciata e non di sostanza rispetto ad un lavoro serio che potrebbe essere portato avanti per ridisegnare l’assetto delle istituzioni locali, con un lavoro razionale e definitivo». «In queste ore – conclude la vicepresidente della Regione – i tecnici stanno studiando, non l’enorme rivoluzione inizialmente promessa da Monti, ma un semplice e netto taglio, così come proposto dall’Unione delle Province italiane (Upi) che sembra tanto l’ultimo tentativo di evitare l’estinzione, sacrificando alla fine una manciata di piccole province senza comportare nessun vantaggio».

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