Ndrangheta, arrestato a Casignana il latitante Rocco Trimboli

Pubblicato: 24 aprile 2012 in Calabria
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Trimboli era ricercato dal maggio del 2010 per associazione mafiosa e traffico internazionale di stupefacenti

E’ stato trovato ed arrestato a Casignana, piccolo centro della Locride, il super latitante Rocco Trimboli alias Piseia, ritenuto il reggente della cosca Marando-Trimboli di Platì e ricercato dal maggio del 2010 a seguito di ordinanza di custodia in carcere spiccata dal Tribunale di Reggio Calabria. I carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, il ROS e lo squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, hanno scovato il bunker in cui si nascondeva il latitante inserito nell’elenco dei ricercati più pericolosi dal Ministero dell’Interno.

Rocco Trimboli era ricercato per reati connessi all’associazione mafiosa e traffico internazionale di sostanze stupefacenti, in particolare Trimboli alias Piseia è stato raggiunto da :

– ordine di carcerazione n. 351/2010 SIEP emesso dalla Procura Generale di Torino, dovendo scontare un residuo pena di 11 anni, 1 mese e 8 giorni di reclusione, in quanto condannato in via definitiva per associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti (operazione Riace del Comando Provinciale Carabinieri di Torino);

– ordinanza di custodia cautelare in carcere n° 5418/07 R.G. GIP e n. 6191/07 RGNR DDA, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torino in data 31.05.2011, in quanto ritenuto responsabile di associazione di tipo mafioso (operazione Minotauro Comando Provinciale Carabinieri di Torino).

Come documentato nell’indagine che ha dato vita all’operazione Riace, a partire dai primi anni ’90, il gruppo Marando–Trimboli, facente capo a Pasquale Marando ed in cui Rocco Trimboli avrebbe avuto, già allora, un ruolo apicale (sarebbe stato sostanzialmente il luogotenente del Marando deputato alla gestione del narco-traffico), era attivo nel traffico internazionale di stupefacenti, operando tra la locride e la provincia di Torino. Il suo contributo costante allo sviluppo dell’organizzazione mafiosa denominata ndrangheta in Piemonte è stato, infatti, alla base del provvedimento restrittivo scaturito dall’operazione Minotauro, condotta dai Carabinieri, in Piemonte, nel giugno del 2011, con l’arresto di 150 indagati, ritenuti appartenenti alla ndrangheta. In Piemonte, Rocco Trimboli continuava a recarvisi prima del successivo stato di latitanza, per partecipare a riti di affiliazione di nuove leve ndranghetiste, organizzate al Nord ma sempre decise dai vertici del locale di Platì, tra cui, per l’appunto, Rocco Trimboli. Tra il 2009 ed il 2010, l’Arma dei Carabinieri, sotto il coordinamento della Procura Distrettuale di Reggio Calabria, ha individuato e sequestrato ben 10 bunker risultati nella disponibilità di soggetti legati o appartenenti alla ‘ndrina, attualmente capeggiata da Rocco Trimboli, a conferma di come le organizzazioni ‘ndranghetistiche, siano solite predisporre, a priori, complesse strutture logistiche per garantire ai loro capi ed affiliati eventuali periodi di latitanza in luoghi sicuri e controllati.

Leggi tutto il dispositivo di Arresto di Rocco Trimboli

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